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L'intervista di Claudia e Silvio, marzo 2008
Siamo arrivati a Napoli il 12 marzo con l'eurostar delle 21.30.
Avevamo prenotato un bed&breakfast (Casa MiraNapoli) a due passi dal Consolato.
Il posto è delizioso, a 300 metri dalla stazione di Mergellina, con delle stanze molto ben arredate e pulitissime. Al decimo piano di un palazzo da due stanze su quattro c'è una vista bellissima sul mare e Castel dell'Ovo. Un inizio che faceva ben sperare.
La proprietaria è una signora molto distinta e cordiale che c'ha subito ordinato due pizze a domicilio (nella sala comune è possibile mangiare e prepararsi qualcosa).

Day 1
Il mattino del 13 siamo arrivati al Consolato un po' prima delle 8.00 (nonostante l'agitazione non eravamo in largo anticipo) e subito ci siamo allarmati perchè non abbiamo visto la fila fuori che in altre esperienze era descritta (allora eravamo proprio in ritardo!!). Quando abbiamo detto al carabiniere perchè eravamo lì ci ha guardato stupiti e poi c'ha detto che le visite non si fanno più lì in consolato ma dal 1 Aprile 2007 si fanno all'Istituto Varelli via cornelia dei gracchi 51-60 Napoli (081 7672202). Abbiamo chiamato un taxi e in una decina di minuti abbondanti siamo arrivati.
Appena entrati sulla destra c'è una fila di poltroncine gialle: quella è la zona riservata alle pratiche del consolato.
Eravamo gli ultimi, la fila abbastanza lunga.
Ci hanno preso i passaporti e dopo un'oretta credo (ho un po' perso la cognizione del tempo) ci hanno chiamato al piano di sotto dove abbiamo aspettato ancora e poi siamo stati chiamati in un ufficio dove hanno preso le nostre generalità, controllato i vaccini che avevamo fatto (mi raccomando fateli alla asl che non vi costa niente) e ci hanno chiesto le foto. Hanno spillato le foto su due cartoncini sui quali hanno segnato gli esami da fare (nel nostro caso prelievo, lastra e visita) e ci hanno fatto pagare.
Siamo tornati al piano terra e dopo poco ci hanno chiamato per fare il prelievo di sangue. Dopodichè ci hanno nuovamente chiamato al piano di sotto (forse dovrei dire seminterrato) e ci hanno fatto la visita, insieme. Il medico è stato molto gentile. Ci ha preso la pressione, auscultato, chiesto la nostra storia clinica, fatto leggere lettere alla parete (tipo scuolaguida).
Siamo di nuovo tornati su e dopo aver atteso un altro po' ci hanno chiamato per la lastra e ci hanno detto di attendere gli esiti per le 14.00.
Alla fine, comunque, verso le 12.45 ci hanno chiamato e per nome ci hanno ridato le lastre. In verità l'hanno ridate a tutti, che nel frattempo se ne sono andati, tranne che a mio marito... panico... il signore che se ne occupava se ne esce con la frase "ops, forse la sua documentazione per errore l'ho data ad un'altra persona... ".. a momenti moriamo.
Poi, dopo un triplo bypass, si sono accorti che l'avevano appoggiata per errore in un'altra stanza...
Comunque ci hanno riconsegnato la busta e ci hanno detto di presentarci l'indomani alle 8.00 in Consolato.Allora credo di aver dimenticato di dirvi che la signora del B&B fa lo sconto a chi deve andare al consolato americano, quindi i prezzi diventano ancora più convenienti.

Day 2
La mattina del 14 Marzo alle 8.00 eravamo davanti al consolato. Ci siamo avvicinati al carabiniere fuori dal consolato, gli abbiamo mostrato il passaporto, ci ha dato un numero (19... e chi se lo scorda!) e ci ha fatti accomodare all'interno del cortile su alcune sedie di plastica. Quasi tutti gli altri erano già lì. Abbiamo aspettato un po' mentre ci chiamavano a gruppi, al metal detector abbiamo depositato cellulari e macchinetta fotografica e siamo entrati dentro una la famosa sala 11. Sembrava di stare in un vecchio ufficio postale, c'erano molti posti a sedere e gli addetti del consolato erano dietro un vetro. Ci siamo seduti e l'atmosfera è sembrata subito incredibilmente diversa dal giorno prima. C'era una tensione palpabile ma allo stesso tempo una straordinaria complicità e confidenza con gli altri. Nell'attesa abbiamo parlato a lungo e ci siamo confrontati con gli altri.
Noi, insieme ad un'altra coppia di ragazzi albanesi con lei a 10 giorni dal parto, eravamo gli unici ad aver vinto la lotteria.
Gli altri (una quindicina di coppie e qualche single) erano a napoli per richiedere il ricongiungimento familiare.
Tra gli altri c'era un ragazzo italiano che vive da 20 anni a Chicago e dopo una procedura lunga 6 anni finalmente stava per ottenere la sua sospirata green card.
Quando è stato il nostro turno ci siamo avvicinati al vetro con un principio di infarto che è stato subito azzerato dalla battuta con cui l'impiegata ci ha accolto:" ecco i nostri fortunati... dovete andare subito a giocare a las vegas!", quindi sempre con il sorriso con le labbra ha iniziato a chiederci i documenti.
abbiamo iniziato con le foto e subito si è manifestato un piccolo problema a causa delle istruzioni (ormai superate) che ci erano state inviate dal KCC (verificate per questo motivo). Secondo il form avremmo dovuto portare 2 foto di 3/4 delle dimensioni di 2,5x3,5 cm, invece in base alle attuali regole servono 2 foto 5x5. ma il problema è stato prontamente superato perchè l'impiegata ha recuperato le foto che avevamo inviato a maggio dell'anno scorso con la prima lettera, arrabiandosi con il KCC che continua a mandare documenti ormai in disuso...
Quindi ci hanno chiesto i documenti (cert. nascita, matrimonio, casellario, titolo di studio maggiore, leva militare, ma non documenti bancari e contratti di lavoro o altre certificazioni), verificato che era tutto a posto hanno rilevato le nostre impronte e poi ci hanno mandato a pagare alla cassa (che accetta anche euro, ma il cambio non sembrava molto favorevole, noi comunque avevano i dollari).
Trascorsi 45 min. ci ha chiamati il "mitico" console per la più paradossale delle interviste, in realtà una chiaccherata fuori dalle righe!
dopo averci fatto giurare ha esordito chiedendoci perchè un avvocato e un professore universitario volevano lasciare questo paese. quando ha saputo quanto guadagnava mio marito da "precario della ricerca" ha alzato le mani e ha detto che in USA guadagna di più un "paninaro" di McDonald's. la discussione si è incentrata sulla situazione politica e sociale dell'Italia, sui vizi e i limiti della nostra classe politica ecc., quindi ci ha chiesto cosa volevamo fare oltreoceano.
il tutto si è chiuso a tarallucci e vino con il console che ci ha chiesto quale squadra di calcio tifassimo e dopo aver conosciuto le nostre preferenze, ci ha detto di tifare la lazio. non contento è andato nel suo ufficio ed è tornato con la sciarpa al collo della sua squadra del cuore!!!
Non contento ci ha raccontato due barzellette sugli avvocati e ci ha dato consigli su come cercare casa e su quando acquistarla una volta negli USA. nel salutarci ci ha anche consigliato il ristorante per il pranzo... riconvocandoci per le 16 per "ritirare il passaporto con la visa". ERA FATTA!
abbiamo trascorso l'attesa (dalle 11.15 alle 15.45) in compagnia di alcuni compagni di viaggio con i quali abbiamo pranzato.
alle 15.45 siamo tornati al consolato per ritirare finalmente il passaporto "visato" e la busta gialla sigillata da portare al momento dell'ingresso. a quel punto era veramente fatta e non c'erano più dubbi.

E' andata bene a tutti tranne alla coppia albanese che aveva vinto la lotteria. purtroppo era stato estratto il marito il quale non aveva il diploma ma aveva completato solo due anni di superiori (lei invece era infermiera) e per questo motivo la loro intervista è stata interrotta immediatamente in attesa di verificare il valore dei suoi studi... mannaggia quando li abbiamo visti lì, lei col pancione di 9 mesi, ci si è stretto il cuore... almeno quelli del consolato gli hanno detto che intendevano verificare l'elegibilità del vincitore senza fargli pagare l'importo previsto... sono stati comprensivi ma purtroppo non hanno potuto fare di più.

Abbiamo prenotato un volo per il 26 Agosto ad un prezzo veramente buono per quel periodo. Inizialmente andremo a Dallas da un mio cugino e poi vedremo se rimanere lì o spostarci a seconda di dove riusciremo a trovare lavoro. Mio marito ha già mandato qualche application in giro per le università che stanno cercando professori di storia medievale ma per ora non ci sono ancora state risposte positive. Piano piano tutto si sistemerà, mentre per ora c'è solo emozione, gioia e un po' di disorientamento e malinconia che comunque fanno parte del gioco.

Spero di essere stata abbastanza chiara e dettagliata ma sarei contenta di esservi utile con qualunque altra informazione.

Se voi che siete già lì avete un decalogo di cosa fare o non fare quando poi l'avventura inizia davvero, come organizzarsi per la partenza ed i primi periodi negli Usa siamo tutt'orecchi!!!!

In bocca al lupo a che ancora deve fare l'intervista!!!