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L'intervista di Alessandro, maggio 2008

Prima di descrivervi le mie due giornate napoletane per l'ottenimento del visto da immigrante, ecco quali sono state le tempistiche del mio caso (CN 21XXX):

- Novembre 2006: application online per la DV-2008 nel sito del Department of State;
- 16 Maggio 2007: notifica della vincita della DV Lottery. Ero negli USA quando, in Italia, ho ricevuto la busta del KCC, quindi ho inoltrato la documentazione richiesta dagli USA, ovviamente tramite posta (come richiesto dal regolamento);
- 10 Aprile 2008: seconda busta dal KCC, in cui si fissava l'appuntamento al Consolato di Napoli. La busta comunque è arrivata qualche giorno dopo la telefonata di un dipendente consolare, che mi avvisava che la data scritta all'interno della lettera di appuntamento che sarebbe arrivata era errata (nella lettera si parlava del 2 maggio 2008, mentre la convocazione esatta era per il 15 e 16 maggio 2008);
- 16 maggio 2008: visto in tasca! :-) dopo 1 anno esatto!!!

Quindi i miei D-days (è così che ho "rinominato" le mie due giornate di Napoli per la Diversity Visa) sono stati il 15 ed il 16 maggio 2008...

Day 1: visite mediche
Per evitare di arrivare tardi alla visita medica sono arrivato a Napoli la sera prima. Avevo chi mi ospitava, quindi non sono dovuto andare in albergo.
La mattina del primo giorno sono arrivato presso l'Istituto Varelli di via Cornelia dei Gracchi verso le 7:40. Credevo di essere in larghissimo anticipo, quindi prima di entrare ho deciso di fare colazione al bar antistante lo studio medico. I cornetti in quel bar sono ottimi... Fatta colazione, sono entrato e mi hanno fatto accomodare a destra, nell'ala riservata a chi deve fare le visite mediche per il consolato americano. Con grande sorpresa i posti a sedere sulle "famose" sedie gialle erano già tutti occupati, e c'erano anche persone che stavano già aspettando in piedi. Cioè alle 8 c'era già la fila per le visite mediche! Consegnato il passaporto al dipendente dell'istituto che ogni tanto passava per raccogliere i documenti dei nuovi arrivati, mi sono "accomodato" per terra, vista la mancanza di posti a sedere. Per mia fortuna, sono stato chiamato quasi subito per la registrazione e per il pagamento. Quello che mi hanno chiesto per la registrazione è stato:
1. certificato di vaccinazione dell'ASL
2. 2 fototessera
3. il modulo DS-3026 compilato nella prima parte
4. 180 euro per il pagamento della visita
E' importante arrivare con le vaccinazioni fatte, a meno di voler pagare almeno una quarantina di euro per fare le vaccinazioni lì. A parte il richiamo dell'antitetanica, l'unica vaccinazione che mi mancava era quella trivalente (morbillo, rosolia, parotite), così sono andato alla ASL della mia città (Potenza) per fare la prima dose (gratis!) un paio di giorni prima della visita medica a Napoli. Così facendo non è stato necessario fare alcuna vaccinazione lì a Napoli. Ah, la vaccinazione per la varicella NON è richiesta, quindi potete evitare di farla. Se avete già avuto il morbillo o altro, ma non siete mai stati vaccinati, allora vi conviene comunque fare la vaccinazione prima, perché le probabilità che ve la facciano fare lì per sicurezza sono alte.
Effettuata la registrazione, mi hanno fatto accomodare nuovamente nel corridoio con le sedie gialle in attesa di essere chiamato per i vari esami.
Il primo esame è stato l'RX del torace, effettuato nel seminterrato dell'ala destra dell'istituto.
Poi mi hanno mandato a fare il prelievo del sangue (che serve da test per l'HIV, infatti chi ha l'HIV non risulta idoneo all'ottenimento della diversity visa). Il medico che ha effettuato il prelievo è stato un grande! Quasi mai subito un prelievo così indolore!
Per completare il tutto, sono stato chiamato per la visita medica generale: due domande generali sulla mia storia clinica, esame sommario della vista, controllo della pressione e, per concludere, alla fine il medico mi ha fatto accomodare sul lettino per auscultarmi il cuore. Tutto qua.
Terminata la visita mi sono di nuovo accomodato sopra nel corridoio con le sedie gialle ed ho atteso... ore. Infatti il tutto è stato completato verso le 10 (essendo stato uno dei primi ad essere chiamato), mentre i risultati sono arrivati verso le 14:30. Ho avuto il tempo di uscire a mangiare qualcosa in una vicina pizzeria.
Quello che ci hanno consegnato alle 14:30 è stato un bustone con l'RX del torace, la ricevuta del pagamento ed una scheda delle vaccinazioni, poi ci è stato detto che non era necessario portare quella roba al consolato il giorno successivo. Ah, ci avevano anche detto di presentarci al consolato il giorno successivo alle 8:30...

Day 2: al Consolato
Anche il secondo giorno sono arrivato all'appuntamento molto prima di quanto ci avevano comunicato. Sono arrivato verso le 7:30, e di nuovo c'era già qualcuno che aspettava al'ingresso. Invece di farci aspettare fuori, ci hanno fatto subito entrare dopo aver controllato i nostri passaporti. Credevo di essere tra i primi, invece dentro c'erano già altre persone ad aspettare. Ci hanno fatto accomodare tutti in un dehor allestito accanto al gabbiotto all'ingresso del consolato, e ci hanno dato un numero. Il mio era il numero 7. Uno alla volta, dalle 8:00, hanno cominciato a chiamarci per entrare all'interno del consolato. Effettuato il controllo dei bagagli/borse, ci hanno fatto accomodare in una più o meno ampia sala con 5 sportelli come quelli delle poste (quelli con il vetro). Uno alla volta siamo stati chiamati agli sportelli (io sono stato chiamato allo sportello 1) per presentare la documentazione richiesta all'interno della lettera di appuntamento. I documenti che mi hanno richiesto sono stati:
0. 2 fotografie
1. estratto di nascita
2. certificato generale del casellario giudiziario
3. congedo militare (foglio matricolare)
4. certificato di laurea
Essendomi laureato non molti mesi fa, io ho presentato anche il modulo DS-230 aggiornato, che ha sostituito quello che avevo mandato al KCC l'anno prima. Non mi hanno richiesto alcuna documentazione finanziaria.
Una volta consegnate queste carte, e dopo aver firmato un modulo, mi è stato consegnato il conto delle varie tasse da pagare per l'ottenimento del visto: $775, che in euro sono diventati 527 euro. Ho pagato in contanti, con un cambio di $1.46 dollari.
Un altro ragazzo che ha pagato con carta di credito invece ha avuto un addebito di 511 euro, dovuto ad un cambio più "onesto" da parte della VISA, quindi il mio suggerimento è di pagare con carta di credito.
A questo punto ho consegnato la ricevuta di pagamento allo sportello (il pagamento si effettua ad un altro sportello) e sono stato fatto accomodare in attesa di essere chiamato per il colloquio con il rappresentante consolare. Dopo circa 1 ora sono stato chiamato allo sportello 4 per il colloquio... o interview.

Il colloquio è stato molto breve e molto informale. Dall'altro lato del vetro c'era una rappresentante consolare molto giovane e gentile, che mi ha fatto qualche veloce domanda in inglese dopo averle risposto al suo saluto in inglese. La prima domanda è stata, avendomi sentito risponderle in inglese, dove avessi imparato l'inglese e se fossi stato negli USA in precedenza. Poi mi ha chiesto cosa avessi fatto nelle mie precedenti visite in America e, dopo aver sentito che ero laureato in ingegneria aerospaziale ha aggiunto che non avrei avuto problemi a trovare lavoro lì. Poi mi ha chiesto se conoscessi qualcuno in America. Tutto qua. Mi ha augurato tanta buona fortuna e mi ha detto di ripresentarmi alle 16 per prendere il passaporto. ERA ANDATA!!!!
Visto che non c'era altro da fare per il resto della mattinata e per l'intero pomeriggio, mi sono deciso ad uscire con un altro dei ragazzi che erano lì per la diversity visa. Un bel giro sul lungomare di Mergellina, rovinato dai cumuli di immondizia... e poi pranzo in un ristorante non molto distante dal consolato.
Le 16 sono arrivate abbastanza presto. Ci hanno rifatto tutti accomodare nel dehor antistante l'ingresso principale del consolato e subito dopo sono usciti due dipendenti del consolato con una mole enorme di buste dentro i nostri passaporti. Uno ad uno ci hanno chiamati, dopo averci spiegato che ci avrebbero consegnato il passaporto con dentro un visto di ingresso della validità di 6 mesi, ed un bustone sigillato da consegnare all'ingresso negli USA. Poi ci hanno detto che, dal momento della consegna del bustone, sarebbero passati un paio di mesi prima di ricevere la green card vera a propria, all'indirizzo segnalato all'interno del form DS-230. Nel frattempo il nostro passaporto, appositamente timbrato, sarebbe stato la nostra green card! :-)

Insomma, con questo si è conclusa la mia due giorni napoletana. Una esperienza molto bella, insolita, vissuta con altri ragazzi e ragazze anche loro desiderosi di cominciare una nuova vita negli Stati Uniti. Alla fine ad aver vinto la lotteria eravamo in circa 6-7 (gli italiani almeno), tutti con delle storie piuttosto diverse. C'era anche chi ci provava da 10 anni e, finalmente, era riuscito a coronare il sogno di una vita.

Prima di concludere con il racconto di questa mia esperienza, vorrei tranquillizzare chi sta vivendo o vivrà quello che ho vissuto io in questi mesi. Tutto il processo è molto tranquillo, ed anche i documenti da preparare non sono tanti nè richiedono molto tempo per essere preparati. In un paio di settimane io avevo già tutta la documentazione pronta. La documentazione finanziaria credo la chiedano solo a chi non è ancora laureato e/o non ha un lavoro "sicuro". Sentivo inoltre da un ragazzo che ha fatto l'application sulla base della sua esperienza lavorativa, che in tal caso è necessario specificare il codice relativo al campo in cui si ha esperienza lavorativa, e tale codice lo si trova in una pagina del sito del Department of State. Senza questo codice fanno un po' di storie, anche se poi alla fine tutto è filato liscio per tutti quelli che sono stati ammessi al secondo giorno.

Il futuro...
Non so ancora con precisione quando e come comincerà la mia nuova vita negli Stati Uniti. In questi sei mesi di tempo cercherò di informarmi sulle possibilità di lavoro da ingegnere aerospaziale negli USA, ed a ridosso della partenza comincerò a mandare il mio CV a qualche compagnia americana. Probabilmente la mia prima destinazione sarà la California del sud, e l'area di Los Angeles, dove ho dei familiari e dove sono già stato qualche anno fa, poi dopo si vedrà. Ancora non ci credo che mi si è aperta questa porta davanti... Ancora non ci credo che ho vinto alla lotteria! :-)

Dietro le quinte
Il 16 maggio 2007, quando seppi di essere uno dei vincitori della DV lottery 2008, non me lo scorderò mai. Era mattina, verso le 8, in Maryland... e mia madre mi chiama al telefono dall'Italia. Io ero ancor a letto e certo non mi aspettavo una telefonata così "presto" dall'Italia, poi la voce di mia madre era anche abbastanza allarmata... Allora mi viene spontaneo chiedere cosa fosse successo. E lei allora mi chiede se avessi fatto qualcosa in America! Che mai potevo aver fatto io in America, se stavo a lavorare in laboratorio tutto il giorno?!?!? Così mi dice che a casa era arrivata una busta dagli USA, tutta scritta in inglese! All'inizio c'è stato un po' di sconcerto, e poi in 2 secondi mi si è illuminata una lampadina nella testa e mi si è fermato il cuore, così le chiesi di dirmi chi aveva mandato la lettera. I successivi secondi, in apnea, sono stati incredibili. Era davvero la lettera del KCC per la green card! Ricordo poi di essere letteralmente saltato dal letto per lanciarmi sul computer per ricevere il fax della lettera arrivata in Italia.

Il 10 aprile 2008 non è stato molto diverso... questa volta mi trovavo a lavoro, a Bergamo. Forse perché già da qualche tempo il lavoro non andava bene, da un po' di giorni avevo ricominciato a pensare alla green card. Ero quasi arrivato alla conclusione che forse tutto era finito male e che non avrei mai ricevuto la seconda busta. Avevo ormai cominciato a pensare a come si sarei mosso nell'eventualità di lasciare il lavoro, e dentro speravo che la via di uscita potesse arrivare proprio dagli USA... Ebbene, quella mattina, mia madre mi chiama al cellulare a lavoro per comunicarmi che era arrivata un'altra busta dall'America. Questa volta avevamo tutti capito subito di cosa si trattava, così è stata solo una gioia immediata. Non vi dico che felicità a ricevere quella notizia in quel momento. Finalmente potevo cominciare a pensare davvero di lasciare il lavoro per rifarmi una nuova vita negli Stati Uniti!
Alla fine quel lavoro l'ho lasciato 4 giorni dopo. La lettera dal KCC non è stata la causa per cui ho deciso di lasciare quel posto, ma è stato l'impulso che mi ha fatto fare il passo definitivo in quella direzione. Quella lettera è stata quella bella dose di speranza di cui avevo bisogno per avviare un nuovo inizio. :-)