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L'intervista di Ranger, luglio 2008

Partiamo con un certo anticipo per via delle tappe intermedie che il nostro piccolo Matteo “esige”: non ha raggiunto ancora i due mesi! Decidiamo di spostarci in macchina proprio per avere un viaggio più flessibile alle nostre esigenze e, in verità, veniamo premiati. Il piccolo, al suo primo viaggio, si comporta benissimo e in men che non si dica raggiungiamo Mergellina per il primo pernottamento.
Per l’occasione abbiamo scelto un bed and breakfast a pochi passi dal consolato, sempre per comodità….e questa si rivelerà una decisione determinante!
Il primo impatto non è dei migliori….fatichiamo a trovarlo e l’ingresso, in un palazzo proprio davanti all’imbarco delle navi per le isole, non si presenta benissimo.
Il B&B è al quarto piano e l’ascensore sembra la copia di quello di Angel Heart! Fa paura a vedersi piccolo e arrugginito…..proprio una brutta impressione.
L’appartamento d’epoca, trasformato in B&B, invece è molto bello: pulito, moderno e tenuto benissimo. Mi si dice che quest’estate rifaranno l’ascensore, risolvendo quel problema.
Ci sistemiamo e riusciamo a portare fuori il bimbo per farlo addormentare e nel frattempo farci una cena in un ristorante (anche questa la prima in tre!)
Stendiamo un velo pietoso sulla condizione di Napoli in quei giorni (e purtroppo penso anche in questi): è stato veramente desolante! Vi assicuro che sono una persona particolarmente sensibile al problema, avendo scelto una carriera nell’ambito della protezione ambientale, ma, nonostante le notizie dei giornali, non ero pronto ad una cosa del genere. Abbiamo dovuto percorrere i marciapiedi, anche in pieno centro, scalciando i sacchi di pattume in modo da guadagnare un passaggio per la carrozzina!! Lascio ogni altra considerazioni a luoghi più opportuni.
Torniamo in albergo, facciamo l’ultimo check sui documenti e sugli orari e ci facciamo prenotare un taxi per andare la mattina successiva all’istituto Varelli. Prima ancora che dica qualcosa hanno già capito che siamo li per il visto al consolato americano….avremmo la faccia da emigranti!??!?!?

Day 1:
Partiamo di buon’ora in taxi e ci mettiamo una decina di minuti abbondanti per arrivare al Varelli, zona Fuorigrotta. Scendiamo dal taxi e ci sembra che l’istituto sia ancora chiuso, così ne approfittiamo per una colazione al bar di fronte (consigliabile!)
Grande errore!! Quando finalmente entriamo all’Istituto ci accorgiamo di avere perso diversi posti….fossimo entrati subito saremmo passati tra i primi, invece ci tocca aspettare.
Consegniamo i passaporti e aspettiamo che ci chiamino per le varie visite: quasi subito ci fanno l’esame del sangue (principalmente epatite e HIV, anzi esclusivamente credo).
Mia moglie intanto si apparta per dare da mangiare all’affamato….io rimango in zona “sedie gialle” ad aspettare che ci chiamino per le altre cose. A gruppi si viene mandati al piano di sotto, dove due personaggi da film, leggermente aventi con l’età (non se ne abbiamo a male!) smanettano su sue notebook controllando tutta la documentazione richiesta: vaccinazioni, etc.
Dal controllo è vento fuori che il bimbo, essendo al di sotto dei due mesi, non aveva necessità di alcuna vaccinazione. Noi, invece, eravamo scoperti dall’antitetanica e ci mancava la trivalente (pare richiesta dal protocollo statunitense). Grazie a voi, in realtà ne eravamo consapevoli ma ci è mancato il tempo di farcele alla Asl, quindi paghiamo e aspettiamo il nostro turno per la visita e le vaccinazioni.
Due segnalazioni: i vaccini non hanno controindicazioni per le donne in allattamento. La trivalente, come già segnalato da qualcuno, richiederebbe una prima dose e un richiamo. Ci hanno spiegato che ora abbiamo fatto una prima dose, e che se vogliamo restare coperti negli USA faremo il richiamo….rimane il fatto che nessuno mai verrà a controllare (testuali parole del medico).
Prima di tornare in sala d’attesa incontro Maurizio di Wop98…giusto il tempo di scambiare quattro parole e scoprire che abbiamo sfiorato la concittadinanza in un paese con poche anime: com’è piccolo il mondo!
Aspettiamo ancora poco e ci richiamano per la visita medica…cerchiamo di fare un minimo di fretta perché il piccolo comincia a scalpitare, ma da principio non veniamo agevolati.
Visita medica molto rapida a tutti e tre insieme. Il medico ha controllato i documenti del bimbo perché fosse tutto a posto … a noi invece le solite cose già segnalate dagli altri: cuore, vista, pressione e quattro chiacchiere sui precedenti in modo da compilare i moduli.
Altra segnalazione: come viene indicato nel secondo bustone precompilate la prima parte del modulo sulla storia medica: vi aiuterà a accorciare i tempi e ad agevolare il medico.
Preso a compassione il medico ci fa il regalo di sottoporci subito alle iniezioni di vaccino, in modo da non dover tornare presto al pomeriggio e ci rimanda alla sala d’attesa.
Tempo di risalire le scale e scopriamo di essere già stati chiamati per la schermografia del torace….ci precipitiamo dall’altro lato dell’istituto e ci sottoponiamo volentieri a quest’ultimo esame, dopodiché veniamo congedati fino alle 14, non prima di aver pagato: di regola bisognerebbe portarsi dietro i contanti ma da quello che ho visto (da quando fanno le visite al Varelli evidentemente) prendono anche bancomat e carta di credito; storcono un po’ il naso perché devono accompagnarti al piano di sopra e impossessarsi di una delle diaboliche macchinette POS che pare nessuno in Italia sia in grado di far funzionare al primo colpo! In ogni caso mi sono sembrati molto disponibili, in generale, e per i pagamenti in particolare.
Ne approfittiamo per fare un giro nei giardinetti di Soccavo …. Niente di particolarmente entusiasmante ma perlomeno di permette di far addormentare il pupo che pare riesca a farlo solo se sottoposto a vibrazioni del terzo/quarto livello della scala Richter!!! Misteri !!??!
Giusto il tempo per un panino veloce al bar di fronte e siamo di nuovo all’ingresso in attesa del bustone: lascio mia moglie in attesa e mi metto sul marciapiede a fare avanti/indietro con la carrozzina…..il bimbo ha bisogno di muoversi!
Nel dormiveglia mia moglie sente il mio nome …. Falso allarme: chiamano ancora per la vaccinazione.
Verso le 16 comunque ci ridanno passaporto e busta con schermografia e documenti. Nulla da portare il giorno dopo al Consolato…..giusto il tempo di scambiare ancora qualche impressione con i “compagni di viaggio” e ce ne torniamo in albergo.
La giornata è stata lunga e stancante, specie per chi deve gestire un bimbo così piccolo….anche se alla fine abbiamo avuto la nettissima impressione che quelli stanchi eravamo noi: lui pare non aver risentito dello sballottamento.
Torniamo al B&B e anche se ci sarebbe tempo per farci un giro crolliamo…..fino a quando il piccolo diventa nuovamente ingestibile, allora decido di fargli conoscere Napoli da vicino!
Lascio mia moglie a riposare e noi maschietti ce ne andiamo sul lungomare di Mergellina a fare un giro, arrivando quasi fino in piazza Plebiscito: Napoli è molto bella….non fosse per ‘sta puzza e ‘sta rumenta….questa situazione grida veramente vendetta!!!!!
Di ritorno dalla passeggiata io e mia moglie ci convinciamo vicendevolmente che il bambino soffrirebbe troppo ad uscire di nuovo per andare a cercare un ristorante (in realtà sappiamo benissimo qual è la situazione….siamo noi ad essere disfatti!) e ci rifugiamo nella pizzeria appena a fianco al portone. Non faccio nomi perché non han bisogno di pubblicità (trattasi di catena che ormai ha scavalcato i confini partenopei per aprire diverse succursali anche a Milano), anche se lo meriterebbero: molto gentili e collaborativi.
Appena il tempo di una passeggiata e ci prepariamo per il giorno successivo.

Day 2
Mi preparo come mai mi sono preparato….come diceva giustamente Maurizio ci portiamo dietro una valigia di documenti!! Triple copie di tutto più gli originali!
Poi… probabilmente gli effetti della sovra preparazione mi ricordo di aver letto che i cellulari te li fanno lasciare all’ingresso….allora io da bravo “pirla” lascio il telefonino in albergo con l’indirizzo del’amico residente in California a cui far mandare la documentazione….
Ci presentiamo presto al cancello d’ingresso dal consolato e consegniamo i passaporti che ci valgono il numero 7 e ci mettiamo nel cortile sotto la tenda.
Approfitto per scaricare la tensione facendo girare vorticosamente il piccolo intorno al cortile con il suo passeggino….passano pochi minuti e veniamo chiamati all’interno…
Non aspettiamo molto e scambiare quattro chiacchiere con i compagni di viaggio rende ancora più sopportabile l’attesa; a quanto capiamo siamo in tre ad avere vinto la lotteria: noi, Maurizio e, saprò successivamente, Alex M., anche lui ospite del forum. Insieme a noi ci sono una coppia di anziani che si ricongiungono con i figli, che si sono stancati di vederli fare avanti e indietro!! Loro hanno comunque una lunga militanza negli USA.
C’è anche un'altra coppia di ragazzi con due bimbi abbastanza piccoli: lui ha in ballo un lavoro con un amico a Boston ma di più non so…è mia moglie a fare public relation, aiutata anche dalla presenza del bimbo! Scambiamo qualche parola sul futuro americano e, soprattutto, sulla difficoltà a far digerire ai neo-nonni la prospettiva di migliaia di km (o di miglia dovrei dire) di distanza dai loro amati nipotini!
Notiamo che, ancora prima di essere chiamati la prima volta allo sportello, si viene avvicinati da due funzionari che aiutano a mettere in ordine i documenti: desta qualche preoccupazione il fatto che si fermino più tempo del dovuto a scartabellare fra i documenti di una iraniana (mi pare) nella parte riguardante l’affidavit, ma mi consolo dopo aver capito che si tratta di un visto differente dal nostro e di un caso che prevede l’emigrazione di una moltitudine di famigliari!
Arriva il nostro turno e mi avvicino allo sportello, lo stesso lasciato libero da Maurizio!
Anche io vengo accolto con “ecco un altro fortunato che ha vinto la lotteria!”. L’impressione che ha avuto Maurizio, probabilmente dovuta anche alla tensione, è un po’ severa….certo è che la signora non si dimostra troppo condiscendente ma comunque molto professionale….e anche gentile a non fare stare mia moglie ed il bimbo in piedi per il tempo necessario all’espletamento della pratica.
Uno per uno produco tutti i documenti che mi vengono richiesti: prima per mia moglie e mio figlio e poi per me.
Mi vengono chiesti nell’ordine (vado a memoria):
Copia dell’estratto di nascita
Copia dello stato di famiglia
Copia del congedo illimitato
ORIGINALE del casellario giudiziale
Mi viene chiesta solo copia della Laurea, il resto se il console vorrà vederlo me lo chiederà.
La signora, molto gentile, mi informa che avrebbe fatto mettere il visto del bimbo sul passaporto della mamma….è sicuramente meglio, confermo…
Mancano tre cose mi dice alla fine la signora, ma non si preoccupi, la risolviamo in fretta: ricevuta del pagamento, il modulo per il bimbo, che è stato aggiunto in un secondo momento, e l’indirizzo a cui fare spedire la green card negli USA!!!! Complice anche il clima comincio a sudare!! Ho lasciato il telefonino in albergo e non ricordo più l’indirizzo, ma soprattutto non posso permettermi di sbagliare (anche se poi scoprirò che rimane possibile cambiare l’indirizzo una volta che si entra negli USA).
Chiedo di uscire dal consolato per andare a recuperare il telefonino, pensando già al picchetto all’esterno che non mi fa rientrare, non avendo dietro il passaporto che avevo consegnato.
Per fortuna, invece, non ho particolari problemi….lascio mia moglie nel consolato e faccio una corsa al B&B per recuperare l’indirizzo. Una volta tornato mi avvicino allo sportello e consegno le ultime cose che mancano, pago in dollari (anche se mi pare di aver capito che è possibile pagare anche in moneta locale) e aspettano che facciano le fotocopie di tutte le banconote…..perché mai poi???!!!??.
Note di contorno: mi fanno firmare un foglio dove certifico di capire che quello che pago non mi assicura il rilascio del visto e che sono in possesso di titolo di studio e/o esperienza lavorativa consona.
In sintesi non ci è stato richiesto nessuno dei documenti che mi ero preparato per dimostrare la situazione finanziaria….estratti conto, rogito della casa….tutto inutile (anche se rimango dell’idea che sia meglio avere dietro qualcosa….”just in case”)
Tutto sembra a posto e aspettiamo il colloquio con il console.
Anche in questo caso Maurizio ci precede!! Posso confermare che il ritratto che ha dato dell’ufficiale consolare non era dovuto a particolari sconvolgimenti…..proprio giovane e carina (speriamo mia moglie non legga!)
La nostra intervista viene fatta in italiano….non so il motivo, forse perché eravamo in due….è venuto abbastanza spontaneo a tutti. La sostituta del console guarda la mia laurea in ingegneria ambientale e i dice, sicura, che non avrò difficoltà a trovare un lavoro laggiù: ce n’è molto bisogno dice lei! Rispondo che viste le condizione di Napoli, fosse solo per quello, forse ce ne sarebbe bisogno anche qui, ma in cuore mio spero che abbia ragione e so che la situazione in Italia non garantisce prospettive brillanti….ci ho creduto anni fa quando ho cominciato la mia “carriera” universitaria…ormai ci credo sempre meno!! (scusate la digressione)
Ci viene chiesto dove pensiamo di stabilirci, se abbiamo qualche contatto e cosa pensiamo di fare….non è molto differente delle chiacchierate che abbiamo fatto con parenti e amici quando li abbiamo informati della nostra intenzione di trasferirci. Molto amichevole. Giusto poco prima di congedarci ci chiede se sappiamo “già” parlare in inglese: “già”! penso io!! Vuol dire che c’è qualcuno che si muove senza sapere spiccicare una parola??? Ovviamente rispondiamo “si” in coro…. Lei ci guarda con un mezzo sorriso e ci ripete “yes!” …. “yes, of course miss!”
Non ricordo esattamente cosa ci siamo detti oltre a questo, ma non mi pare nulla di particolarmente rilevante. Ci ha salutato e ci ha detto di tornare nel pomeriggio per ritirare le buste ed i passaporti….saranno state le 11 e ci rimanevano 5 ore per liberare la mente ed essere finalmente sicuri di avere raggiunto la possibilità di realizzare il nostro sogno!
Abbiamo approfittato della situazione per farci una passeggiata fino in centro col bimbo, ma non mi dilungo perché la mia opinione l’ho già espressa prima!
Bello invece il grande parco della villa comunale dove abbiamo passato qualche ora di relax portando a spasso il bimbo.
Tornati al consolato ci aspettava però ancora un piccolo contrattempo.
Abbiamo scoperto che il sistema informatico del consolato era andato in pappa proprio prima di stampare il visto di mia moglie: io e mio figlio abbiamo ricevuto il bustone, mentre mia moglie e altri sventurati han dovuto soffrire ancora qualche giorno.
Per come è stata gestita non sembra essere stata la prima volta! Dal consolato ci hanno mandato direttamente ad un “mail boxes etc” abbastanza vicino…diciamo walking distance…10 minuti a piedi, dove abbiamo dovuto compilare un bollettino per l’auto-invio del passaporto direttamente a casa. Tutto risolto con pochi euro, nel giro di qualche giorno è arrivato a casa il corriere con tutto i documenti a posto.

In conclusione direi che tutto è filato abbastanza liscio, grazie anche alla preparazione pluriennale acquisita grazie a voi tutti (non finirò mai di ricordare).
Adesso siamo consapevoli che ci aspetta una nuova sfida, ma non abbiamo paura di affrontarla ricominciando tutto da capo….
Alcuni ritengono che sia un passo azzardato….lasciare una situazione che per noi, tutto sommato, è comoda per affrontare un avventura del genere.
Sappiamo in ogni caso di lasciare dei lavori che non ci piacciono, in un paese che non ci piace….speriamo di trovare un posto migliore dove vivere e dove crescere nostro figlio, dove potergli dare più delle opportunità che vediamo in Italia…e dove poterne avere noi di opportunità!
Sappiamo comunque di essere stati doppiamente fortunati: abbiamo le spalle coperte….dovesse andare male sappiamo di poter tornare indietro senza troppe controindicazioni.
Ma una cosa che non vogliamo è avere il rimorso di non aver tentato. Siamo pronti a rimboccarci le maniche per trovare la nostra strada anche al di la dell’oceano, speriamo di averne l’occasione.

Io, da parte mia, spero di poter contribuire ancora, attraverso il forum, ad aiutare chi condivide con me questo sogno: spero di potervi aggiornare su come affrontare tutto quello che ci aspetta, ma temo il grosso l’abbia già fatto Luca creando Wop98 e tenendolo in vita fino ad ora.
Per questo un ultimo ringraziamento va a lui, ai moderatori e a tutti gli amici con cui ho discusso in questi anni e che continuano (o forse sarebbe meglio dire cominciano) ad essere un punto di riferimento prezioso.


Ranger (CN 22XXX quasi 23!):
- Ottobre 2006: application online per la DV-2008 nel sito del Department of State;
- Maggio 2007: prima busta del KCC con notifica della potenziale vincita della DV Lottery.,
- Aprile 2008: secondo bustone dal KCC, in cui si fissava l'appuntamento al Consolato di Napoli il 2 maggio 2008, corretto poi da una telefonata al 15 e 16 maggio 2008);
- 16 maggio 2008: Bustone sigillato con firma del console da non aprire assolutamente prima dell’ingresso negli USA, per me e per il piccolo
- 23 maggio 2008: arrivato anche il bustone di mia moglie….cominciamo a prepararci seriamente!