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L'intervista di Giuseppe e Roberta, maggio 2009
L'intervista di Giuseppe e Roberta, maggio 2009

Siamo arrivati a Napoli l'11 maggio con il pulman delle 20.30 dopo oltre 5 ore di viaggio.
Dietro consiglio di Claudia e Silvio (Taccuino marzo 2008) avevamo prenotato il b&b a due passi dal Consolato che confermiamo essere veramente strategico oltre ad essere anche molto pulito ed accogliente. Siamo usciti per la cena, ci siamo fiondati subito su una vicina pizzeria ed abbiamo degustato le prime di numerose pizze: una margherita ed una marinara (un classico).

Nella lettera del KCC, in cui è fissato l'appuntamento per una determinata data, è scritto chiaramente, in grassetto ed anche in italiano ,che la visita medica deve essere effettuata il giorno prima presso l'Istituto Varelli in Via Cornelia dei Gracchi, 51-60. Ad una signora è sfuggito questo messaggio e si è presentata alla visita il giorno in cui doveva essere al consolato. I funzionari dell'ospedale sono stati molto gentili e sono riusciti ad inserirla comunque ed hanno posticipato di un giorno il colloquio con il console.

PRIMO GIORNO - Visita medica
Dopo i numerosi racconti e consigli di wop 98 ci siamo presentati presso l'Istituto Varelli alle 8.00 del 12 maggio anche se l'appuntamento era fissato per le 8.45. Ci hanno subito preso i passaporti e fatto accomodare dicendoci che saremo stati chiamati di lì a poco. Nel frattempo sono arrivate anche altre persone, alcune vincitrici della dv lottery ed altre per altri motivi (ricongiungimento familiare ecc..). Comunque non c'era una lunga fila. Siamo stati chiamati per l'analisi del sangue e subito dopo siamo scesi nel piano inferiore per le documentazioni richieste. Abbiamo finito di compilare insieme al funzionario il modello DS 3026, consegnato la foto, prodotto i certificati di vaccinazione e pagato 180 euro a testa. Come consigliato sul sito abbiamo fatto le vaccinazioni preventivamente alla ASL (trivalente e antitetanica) a costo zero. La varicella, anche se indicata nella tabella allegata alla lettera, non ci è stata richiesta. Subito dopo siamo stati chiamati per la visita medica fatta da un dottore molto distinto in cui ci hanno fatto domande sulla nostra storia clinica,misurato la pressione e l'altezza, ascoltato il cuore. Hanno verificato la vista facendoci leggere le lettere su di una tabella.
Infine ci hanno chiamato per le lastre che sono state fatte in un batter d'occhio dicendoci che le avremmo potute ritirare il giorno dopo al consolato. Quindi to a disposizione alle 10.15 circa abbiamo terminato tutto ed in questo primo giorno abbiamo avuto molto tempo a disposizione per visitare la meravigliosa Napoli.

SECONDO GIORNO - Intervista
La mattina del 13 maggio alle 8.00 eravamo davanti al consolato. Eravamo i secondi. Un vigilante ( non mi sembravano carabinieri) i ci ha chiesto il passaporto e ci ha dato il numero 2. Ci hanno fatto depositare cellulare e macchina fotografica alla guardiola e passare attraverso il metal detector. Siamo stati poi indirizzati subito al primo piano del consolato dopo aver attraversato un piccolo labirinto da percorrere per lavori in corso.
Al primo piano c'è una grande stanza in cui già ti senti un po' in america: aria condizionata a manetta e temperature polari. Effettivamente la sala ricorda un ufficio postale e l'atmosfera era molto più fredda (in tutti i sensi) del giorno prima.
In un angolo c'era un funzionario dalle folte ciglia che con tono secco e deciso ci ha chiamato per nome e cominciato a chiedere i documenti a raffica. In ordine ci hanno chiesto i passaporti, le foto, il certificato di nascita, il certificato di matrimonio, il casellario giudiziale, il servizio di leva (che io ho svolto), copia ed originale della laurea (io mi sono fatto fare una nuova certificazione di laurea dall'università per non stare a togliere dalla cornice la tanto sudata laurea). Qualche storia l'abbiamo avuta sulle foto in cui il volto rispettava l'altezza compresa tra 25 e 35 mm ma che non erano perfettamente del formato 50x50. Ci hanno avvertito che se non fossero andate bene avremmo dovuto rifarle subito. In realtà sono andate bene. A questo punto ci siamo seduti ed abbiamo aspettato la chiamata allo sportello. Nel frattempo ci siamo confrontati con gli altri in un clima di assoluta complicità. C'erano altre a persone per la green card ed altre 4 per pratiche diverse. Le storie sono le più disparate ed è sempre un piacere starle ad ascoltare. C'era anche un mio quasi vicino di casa, che non conoscevo, e che era li per ottenere il visto per “fidanzamento” dopo che era stato negli USA come irregolare per alcuni mesi dopo la scadenza del visto turistico. Devo dire non era molto ottimista sulla riuscita delle pratiche.
Dopo essere stati chiamati allo sportello hanno verificato tutta la documentazione. Mancava la copia originale del modello I 230 che io avevo spedito quasi un anno prima al KCC e che non so per quale motivo è andato perso. Ho dovuto ricompilarlo tutto in originale copiando da una copia che avevo conservato. Infine ci hanno preso le impronte digitali e mandato alla cassa per il pagamento: 1271 euro per due persone.
Trascorsi 30 min. ci ha chiamati il vice-console (l'ho dedotto dal timbro che ha usato sui documenti) da dietro lo sportello di vetro per un' ”intervista”. Dopo aver giurato di dire tutta la verità, nient' altro che la verità, mi è stato semplicemente chiesto se avevo fatto il PhD, quale fosse il mio titolo di studio e quale lavoro avevo intenzione di fare una volta negli USA. A mia moglie ha chiesto se fosse ingegnere. Tutto qui. Il vice console è una signora molto carina ma credo che quel giorno non fosse molto in vena. A questo punto ha messo la sua firma sui documenti e ci ha detto di andare a ritirare i documenti al mail-box per le 17.30. Ho chiesto se era tutto a posto e mi ha confermato con un cenno della testa. A questo punto era fatta ed abbiamo tirato un sospiro di sollievo anche se eravamo molto alleggeriti in tutto, anche dagli euro che abbiamo tirato fuori.
Alle 10.30 avevamo finito il tutto ed abbiamo dedicato il secondo, dei tre giorni, al giro turistico di Napoli.

Al mail-box abbiamo ritirato i visti con il visto (un adesivo apposto a pag.16 del passaporto) in cui in alto c'è scritto United States Of America con accanto la tua foto. Una bella soddisfazione.

Ancora non sappiamo con esattezza dove andremo e cosa faremo. Da subito inizieremo a cercare. Il mio obiettivo è la California o l'Oregon, visto che sono un enologo e mi occupo di vigneti e di vino, ma non disdegno di qualsiasi altro stato. Ho qualche contatto ma sto inviando anche qualche resumè in giro.

Buona fortuna a tutti quelli che devono ancora affrontare l'intervista ed un grazie di cuore a wop98 con il quale siamo arrivati in fondo senza alcun problema.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento.