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Intervista - L'esperienza di Elisabetta- gennaio 2005
1° Giorno

Mio marito, mio figlio ed io arriviamo al Consolato alle 8,10.
C’è una lunga fila di persone in attesa, a due a due. Scopriamo così che ci faranno entrare a due a due per motivi di sicurezza e non tutti insieme. Attendiamo così il nostro turno ed entriamo verso le ore 9, dopo il primo controllo della Carta di Identità all’ingresso.

Ci fanno la perquisizione corporale e ci fanno lasciare tutte le cose metalliche ed il telefonino all’entrata. Saliamo (con l’ascensore) al 2° piano e ritroviamo “tutti i nostri compagni d’avventura”: due famiglie con bambini piccoli, un ragazzo italiano che lavora in California, una ragazza di Roma che aveva vinto anche lei la Green Card ( e che spero mi stia leggendo, perché le ho fornito l’indirizzo di questo Forum…), due fratelli somali, due ragazze italiane, quattro persone iraniane ecc. Attendiamo il nostro turno per la visita medica chiacchierando con varie persone.

La visita medica, che si paga in anticipo, consiste, come già riportato, nei raggi, nel prelievo del sangue e in una visita generale. Come già scritto, niente di drammatico. Pensate che il medico, visto che eravamo marito e moglie, ci ha fatto entrare nell’ambulatorio insieme e si è fermato a chiacchierare di indici di borsa con mio marito! Mio figlio, essendo già cittadino americano, non è stato visitato.

Prima di congedarci, l’impiegato ci ha consegnato le nostre schermografie, un foglio con l’esito della visita e delle vaccinazioni necessarie (sia io che mio marito dovremo fare dei richiami) e ci ha detto di tenerlo come promemoria per i richiami e consegnarlo all’entrata negli USA, con l’attestazione dell’avvenuta somministrazione del richiamo.

L’impiegato ci ha poi detto di chiedere alla guardia all’entrata del Consolato l’ora dell’appuntamento per l’indomani. Hanno deciso evidentemente di scaglionare gli ingressi per non far attendere a lungo e inutilmente le persone. Noi abbiamo avuto come ora di ingresso le 9,45.


2° Giorno

Diligentemente, ci presentiamo al cancello del Consolato alle 9,30. Solita perquisizione, e ci viene consegnato un tesserino plastificato con il nostro numero di “chiamata” (il 15). Alle 9,50 siamo nella sala di attesa (1° Piano, stanza n° 11- subito dopo la porta a vetri dell’ingresso, a destra).

Ritroviamo quasi tutte le persone dei giorni precedenti e ci rendiamo conto che dovremo “sorbirci” tutte le storie che vengono raccontate allo sportello. Come ha già scritto Luca: “privacy zero”!

Il primo impatto non è stato molto tranquillizzante perché la prima storia riguardava una signora iraniana che si è vista rifiutare il visto (non so di che tipo) perché nell’application aveva dichiarato qualcosa che non coincideva con le risultanze di fatto. Mi è così sovvenuto il consiglio di Luca e di altri avventori di questo Forum:“siate sinceri”! Per non agitarmi decido di non prestare alcuna attenzione a questi racconti e cerco di distrarmi giocando con mio figlio e chiacchierando.

Alle 11,30 l’impiegata mi chiama allo sportello. Mi chiede i passaporti e gli altri documenti: certificati di nascita, di matrimonio, certificati del casellario giudiziale, certificati penali esteri (abbiamo vissuto all’estero per qualche tempo), titoli di studio miei (per quelli di mio marito, peraltro americani, ha detto che eventualmente me li avrebbe chiesti il Vice-Console), e relative fotocopie. Io mi aspettavo qualche richiesta relativa al reddito o alle proprietà, e invece… NIENTE.

L’impiegata dice a mio marito di andare pure a pagare le fees al Cashier e di riportarle le ricevute. A me dice di aspettare brevemente per parlare con l’Ufficiale Consolare. Infatti, poco dopo, vengo chiamata ad un altro sportello. Il Vice-Console esamina i documenti, mi restituisce quasi tutti gli originali (trattiene gli originali dei certificati penali e del Casellario Giudiziale) e mi chiede se conosco l’inglese. Alla mia risposta affermativa, mi chiede che cosa insegno all’Università. Io spiego ciò che ho fatto ed il contenuto della mia ricerca. Mi chiede quindi cosa intendo fare negli USA e io gli illustro brevemente le alternative che sto esplorando. Mi fa quindi le congratulazioni, mi dice di aspettare ancora un po’ ma che pensa che riuscirà a congedarci per le 13,00!

Insomma, un’intervista molto soft e breve.

Una domanda singolare che mi ha fatto e che non mi aspettavo è stata: “quante volte ha partecipato alla Lotteria?”. Per fortuna, qualche settimana fa, su questo forum, qualcuno aveva posto la stessa domanda ai vincitori della Lottery ed io ero stata a cercare tra i miei documenti le copie della prima application che avevo fatto (8 anni fa!), e di cui allora non ricordavo quasi nulla. Ho quindi potuto rispondere in modo semplice e diretto. Quando ho riferito a mio marito di questa domanda, lui mi ha detto che poco prima, quando l’Ufficiale Consolare mi aveva chiamato allo sportello ed io ero assente (perché mio figlio aveva bisogno di me, indovinate dove…), mio marito si era fermato a parlare brevemente con lui e l’Ufficiale gli aveva fatto la stessa domanda. Mio marito naturalmente non si ricordava affatto dell’application di 8 anni prima, anche perché l’avevo preparata io per lui e lui l’aveva solo firmata. Così rispose in buona fede che questa Lottery era l’unica cui avesse partecipato. Ma evidentemente la sua risposta sbagliata, quale dipendent, non ha avuto peso nella valutazione della nostra posizione.

Ho avuto l’impressione che l’intervista, svolta in tono amichevole, fosse diretta a verificare la nostra predisposizione alla “vita americana”. Se insomma fossimo pronti ad adattarci velocemente all’ambiente di vita statunitense. Comunque l’Ufficiale Consolare sapeva molto di più di quanto noi immaginassimo!
Alle 13,10 eravamo fuori dal Consolato.

Consigli Pratici
Di come si svolge l’intervista e dei documenti da portare, altre persone hanno già diffusamente scritto.
Qui invece voglio dare alcuni indirizzi che possono essere utili a chi come me viene a Napoli la prima volta. Noi abbiamo avuto l’opportunità di fermarci due giorni in più e quindi abbiamo “esplorato” un po’ la città. Napoli è una città bellissima, ma ancora più bella è la gente che vi abita: sono tutti gentilissimi e davvero “empatici”!

Alberghi
Noi siamo stati in una pensione (modesta ma pulita, e con bagno in camera) di fronte alla stazione Marittima (chiedete una camera con vista mare: il golfo con il Vesuvio è bellissimo!)- accetta Visa e Mastercard:
Pensione Bella Capri
Via Melisburgo 4
Napoli
Tel 081 552 9494
Fax 081 552 9265


Ristoranti

Per una pizza buonissima:
Osteria-Pizzeria “A Taverna do Re”
Via fondo supportino di separazione Piazza Municipio 2/3 ( vicino alla pensione Bella Capri e
vicinissima al Teatro Mercadante)- Ottimi anche i formaggi tipici serviti con miele e nocciole.
Tel 081 552 2424

Per una “pizza e frittura all’italiana” in un ambiente caratteristico del quartiere “Mercato”, a prezzi popolari:
Pizzeria “Giuseppe Tutino” (salite al piano superiore- la pizza è molto conveniente e così anche la frittura- se vi piace il vino: chiedete una bottiglia di bianco locale- si sposa benissimo con la pizza e costa 4-dico quattro!- euro)
Via C.Carmignano, 79 (praticamente di fronte alla stazione della Circumvesuviana)
Napoli
Tel.081 26 8711


Trattoria tipica con famoso “ antipasto-stuzzichino” (forse sopravvalutato- ma comunque da provare- soprattutto se siete in due persone) e con accompagnamento musicale di chitarra e mandolino (fra l’altro suonato da un ex-emigrante negli USA, che ne ha nostalgia)- salite al piano superiore: ci sono 3 sale completamente affrescate - accetta le carte di credito:
Trattoria Medina
Via Medina 32
Napoli
Tel.081 55 15233

Cucina di Pesce
Trattoria degli Angioni –da Ciro
Vicino alla Pensione Bella Capri
Ottimo Risotto di Mare e antipasti di verdure- accetta le Carte di Credito.


Pasticcerie
Poiché in famiglia siamo tutti golosi, fin dal primo giorno, al Consolato, abbiamo chiesto ad alcuni napoletani veraci quali fossero i dolci da provare e le migliori Pasticcerie .Così abbiamo avuto queste “dritte” (noi abbiamo provato le prime due):

a) Gran Caffè-Pasticceria Riviera
Riviera di Chiaia (sulla strada per il Consolato, arrivando dal Centro Città): ottima pastiera napoletana e torta caprese (entrambe provate!);

Pasticceria Scaturchio
Piazza S.Domenico Maggiore
Famosa per le “sfogliatelle”: fama meritata!

c) Pasticceria Pintauro
Via Roma
Anche lei famosa per le “sfogliatelle”.